RITRATTO DI AUGUSTO. IL PRIMO IMPERATORE

In occasione della mostra in corso ai Musei Capitolini Ritratti- Le tante facce del potere, Nuova Consonanza presenta un evento dal titolo RITRATTO DI AUGUSTO, IL PRIMO IMPERATORE .

” Sono stato il primo: resto il migliore” proclamava un famoso regista italiano negli anni sessanta. Se tornasse in vita Ottaviano, primo di circa 75 imperatori (pensando solo all’Impero d’Occidente), forse abbandonerebbe la sua proverbiale prudenza e farebbe sua questa frase. Ed avrebbe ragione, perché per quante figure di enorme spicco ci abbia dato la storia imperiale romana – da Nerone ad Adriano, da Marc’Aurelio a Costantino – nessuna ha raggiunto l’altezza di Ottaviano Augusto, creatore dell’impero, al punto che fino all’ultimo dei sovrani, deposto più di 500 anni dopo, il ricordo del primo imperatore si conserverà addirittura nel nome: Romolo Augustolo. Nella mostra in corso ai Musei Capitolini, intitolata Ritratti- Le tante facce del potere, le opere di scultura che riguardano il primo imperatore sono molte e splendide. Ma ad esse si vuole aggiungere uno straordinario autoritratto scritto di pugno di Augusto. Infatti, nel 13 d.C., un anno prima di morire, Augusto consegnò al mondo la sua verità, un testamento politico intitolato Res Gestae. Inciso nel bronzo, perduto per secoli, ritrovato fortunosamente in Oriente, RES Gestae disegna il profilo del sovrano come lui lo voleva, come aveva deciso che i posteri dovessero ricordarlo ed immaginarlo.

Già, “Ma che cos’é poi questa tanto decantata verità storica? Solo una convenzione” ebbe a scrivere molto tempo dopo un altro imperatore, Napoleone. Ed allora noi ascolteremo anche altre voci, a contrasto, le altre verità, le altre facce del potere, come Augusto veniva disegnato dai suoi nemici, dai rivali, dai cortigiani, dalle donne, dagli artisti. E nel far questo, non solo si moltiplicheranno i ritratti di Augusto, ma verranno anche fuori quelli di Marc’Antonio e Cesarione, di Giulio Cesare e Pompeo, di Cleopatra, Livia e della figlia Giulia, forse la vittima sacrificale più commovente, in modo da dare voce alle fascinose immagini di marmo e di bronzo che popolano le sale dei Musei Capitolini. Così, alle immagini della mostra, ai busti di marmo e bronzo sia affiancheranno le parole di Orazio, Virgilio, Lucrezio, Tacito e Svetonio e poi ancora Shakespeare, ed i contemporanei Kavafis, Shawqui, Thornton Wilder.

L’evento vedrà in scena due primi attori di teatro, Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, la cantante jazz Claudia Marss, le musiche originali di Salvatore Leggieri, e, come narratore in campo, il regista Idalberto Fei.

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