CANTABILE E PRESTO

Mercoledì 30.11 21.00 Sala Casella

CANTABILE E PRESTO récital per flauto e pianoforte

Johann Sebastian Bach Sonata in sol minore BWV 1020

Felix Mendelssohn Bartholdy Sonata in fa minore op.4 (1823)

George Enescu Cantabile e Presto (1904)

Doina Rotaru Crystals (2002)

André Jolivet Chant de Linos (1944)

Mario Caroli    flauto

Horia Maxim   pianoforte

In collaborazione con l’Institutul Cultural Român di Bucarest

Nell’ambito del 48° Festival, Nuova Consonanza prende spunto dai festeggiamenti sui 150 anni dell’Unità d’Italia per proporre una riflessione sulla storia e sul passato. Questa serata diviene dunque occasione per instaurare un dialogo trasversale sia nello spazio – dando voce a interpreti e compositori della Romania – che nel tempo, mediante un programma comprensivo di oltre tre secoli di musica. Grandi protagonisti del récital sono Mario Caroli e il pianista rumeno Horia Maxim.

L’intento proposto – senz’altro arduo poiché richiede uno sforzo maggiore nella fruizione del concerto – è realizzabile grazie alla facilità dei due artisti di passare indifferentemente dai grandi classici della letteratura musicale alle pagine più ardue del Novecento. E così la serata muove dalla Sonata BWM 1020 di Johann Sebastian Bach fino ad arrivare agli albori del XXI secolo con Crystals di Doina Rotaru. Ma qual è il filo rosso che autorizza la compresenza di brani tanto diversi e lontani tra loro? Il confronto con alcune delle più importanti tappe della storia della musica, quali le composizioni di Bach o Mendelssohn, diviene un sostegno alla comprensione delle tendenze del presente o dell’immediato passato, oltre che un modo per recuperare un contatto con una storia spesso ripudiata. Un simile excursus permette inoltre di toccare con mano l’evoluzione tecnica del connubio di flauto e pianoforte e il trasformarsi del loro linguaggio sotto la guida di due esecutori d’eccezione.

Dopo l’esordio con Bach un tuffo nel Romanticismo, con la Sonata in fa minoreop. 4 di Felix Mendelssohn Bartholdy. Originariamente scritta per violino e pianoforte, questa assume nella trascrizione per flauto una veste rinnovata, ricca di inedite sfumature.

L’approdo al Novecento dà voce alla Romania, con le composizioni di George Enescu e Doina Rotaru. Di Enescu è il terzo brano in programma, Cantabile e presto. Composto nel 1904, occupa simbolicamente il centro del concerto, a testimonianza del punto di svolta e rottura del linguaggio musicale di inizio secolo. Tale composizione concilia, nell’alternanza di dimensione melodica e virtuosistica, la compresenza di diverse influenze culturali: da quelle derivanti dalla propria terra di origine, con il suo stile tipicamente cantabile e malinconico, a quelle acquisite in Francia negli anni di studio e apprendistato con Jules Massenet e Gabriel Fauré. Composto novantotto anni dopo (2002), Crystals di Doina Rotaru inserisce le suggestioni della Romania in un discorso musicale prettamente simbolico, e l’antico folklore rumeno sprigiona tutta la sua carica fortemente nostalgica. I due compositori danno voce allo stesso Paese ma a un secolo di distanza, traducendo nel loro personale linguaggio un inequivocabile contatto con la propria terra di origine.

Per cogliere il senso del successivo Chant de Linos del francese André Jolivet è opportuno risalire al senso del titolo, che rimanda al lamento funebre praticato nell’antica Grecia. La compresenza in detta usanza di lamento, di grida interrotte dal pianto e di danza costituisce la base su cui è costruita la composizione: il flauto intona un canto di dolore, plasmando così un clima di lutto composto, spezzato da improvvisi scoppi di energia e violenza. Il brano, nato volutamente come pezzo virtuosistico per flautisti, diviene inoltre opportunità di esibizione tecnica.

Il collegamento con il mondo antico chiude in qualche modo il cerchio della serata, trascinando l’ascoltatore in un passato di gran lunga più remoto. Un percorso vario e dinamico, che regala al concerto un valore aggiunto, rendendolo cioè vera e propria esperienza conoscitiva.

Vera Vecchiarelli

 

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