Incontro con Roman Vlad e concerto “Cantabile e presto”

Accademia Filarmonica Romana – Dipartimento Comunicazione e Spettacolo (Università degli studi Roma Tre) – Associazione Nuova Consonanza

 Vivere la musica

incontro con Roman Vlad

 L’Accademia Filarmonica Romana, il Dipartimento Comunicazione e Spettacolo (Università degli studi Roma Tre)e l’Associazione Nuova Consonanza sono lieti di presentare la giornata dedicata a Roman Vlad e alla cultura e musica romena. In occasione della presentazione del volume di Roman Vlad Vivere la musica, sarà proiettato il documentario sul musicista romeno, Variazioni su Roman Vlad di Michele Picchi e Andrea Cataudella e per concludere il flautista Mario Caroli proporrà, tra gli altri, pezzi di George Enescu e Doina Rotaru, tra i musicisti romeni più conosciuti.Il concerto conclusivo è organizzato da Nuova Consonaza in collaborazione con l’Institutul Cultural Român di Bucarest.

Di seguito il programma dettagliato.

 Sala Casella, via Flaminia 118 Mercoledì 30 novembre

ore 18

in occasione della presentazione del volume di Roman Vlad

Vivere la musica

un racconto autobiografico

Einaudi Editore

a colloquio con Roman Vlad
presidente onorario della Filarmonica Romana

Interverranno Silvia Cappellini Sinopoli e Vittorio Bonolis, curatori del libro.
con Sandro Cappelletto, Stefano Catucci, Michele Dall’Ongaro

 «Il potere della musica è di un’estensione enorme. La musica può evocare le onde del mare, il fruscio del fogliame, il sibilare del vento, i sentimenti o può anche servire semplicemente per regolare la vita in caserma. Però, quando è veramente nel suo regno, non può piú essere riferita a niente, né a delle parole, né a delle immagini: la musica è sempre stata necessaria». (Roman Vlad)
Compositore prolifico e versatile, pianista e musicologo, uomo di profonda e vasta cultura, presidente onorario dell’Accademia Filarmonica Romana di cui è stato direttore artistico, Roman Vlad per la prima volta apre lo scrigno della sua memoria per restituirci le vicende della sua lunga e avventurosa esistenza che abbraccia quasi un secolo della nostra Storia: i fatti, gli affetti, gli eventi, gli incontri – da Alfredo Casella a Igor Stravinskij a Riccardo Muti. Pagina dopo pagina, dall’infanzia in Romania agli studi nella Roma fascista, ai grandi successi ottenuti in tutto il mondo, Vlad ci regala un vivido spaccato del Novecento culturale.

Ingresso gratuito

ore 19.45

Variazioni su Roman Vlad

un documentario di Michele Picchi e Andrea Cataudella

(2011, durata 45′)

 Il documentario è stato prodotto dal centro produzione audiovisivi del Dipartimento Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli studi Roma Tre. Racconta la complessa e poliedrica attività musicale di Roman Vlad. Figura di grande prestigio che ha attraversato, nel corso della sua lunga vita, tutte le possibili accezioni del “fare musica”, quasi, potremmo dire, in un onnivoro desiderio di abbracciare l’arte musicale in tutte le sue fattezze e dimensioni culturali. La struttura del documentario intende ispirarsi a questa ricchezza e varietà, delineando appunto con delle “Variazioni” le tappe della sua vita e della sua carriera. Il nostro ritratto di questo straordinario e ancora energico uomo di 92 anni, mostrerà brani di due concerti di sue musiche eseguite di recente a Roma, di cui una di esse è una Prima Assoluta, alternati alla lezione tenuta dal Maestro all’Università Roma 3 dove parla delle sue più di cento colonne sonore scritte per il cinema. Alternando presente e passato, il Vlad di oggi intervistato nella sua casa romana, e quello di ieri dello svariato materiale di archivio, entreremo nei temi più cari e importanti della sua vita. Dal fondamentale incontro con il maestro Alfredo Casella all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, preludio alla sua lunga e molteplice attività svolta in quello che si può considerare il suo secondo paese, l’Italia. Alla sperimentazione nella musica elettronica di cui fu tra i pionieri. Compositore, pianista, teorico, divulgatore, prestigioso direttore artistico di enti lirici e sinfonici, la sua attività ha attraversato il ‘900 partecipando ai fatti musicali principali di questo secolo.

In questa compenetrazione di differenti doti e approcci musicali che si intersecano e si esaltano, la vita del maestro Vlad è come se racchiudesse in sé tutte le suggestioni della musica, delle sue possibilità e delle sue attuazioni. L’essenza profonda di questa passione totale per la musica si traduce anche in una capacità unica di trasmetterla.

 Ingresso gratuito

ore 21

In collaborazione con l’Institutul Cultural Român di Bucarest

CANTABILE E PRESTO récital per flauto e pianoforte

Johann Sebastian Bach Sonata in sol minore BWV 1020

Felix Mendelssohn Bartholdy Sonata in fa minore op.4 (1823)

George Enescu Cantabile e Presto (1904)

Doina Rotaru Crystals (2002)

André Jolivet Chant de Linos (1944)

Mario Caroli flauto

Horia Maxim pianoforte

Ingresso a pagamento

Nell’ambito del 48° Festival, Nuova Consonanza prende spunto dai festeggiamenti sui 150 anni dell’Unità d’Italia per proporre una riflessione sulla storia e sul passato. Questa serata diviene dunque occasione per instaurare un dialogo trasversale sia nello spazio – dando voce a interpreti e compositori della Romania – che nel tempo, mediante un programma comprensivo di oltre tre secoli di musica. Grandi protagonisti del récital sono Mario Caroli e il pianista rumeno Horia Maxim.

L’intento proposto – senz’altro arduo poiché richiede uno sforzo maggiore nella fruizione del concerto – è realizzabile grazie alla facilità dei due artisti di passare indifferentemente dai grandi classici della letteratura musicale alle pagine più ardue del Novecento. E così la serata muove dalla Sonata BWM 1020 di Johann Sebastian Bach fino ad arrivare agli albori del XXI secolo con Crystals di Doina Rotaru. Ma qual è il filo rosso che autorizza la compresenza di brani tanto diversi e lontani tra loro? Il confronto con alcune delle più importanti tappe della storia della musica, quali le composizioni di Bach o Mendelssohn, diviene un sostegno alla comprensione delle tendenze del presente o dell’immediato passato, oltre che un modo per recuperare un contatto con una storia spesso ripudiata. Un simile excursus permette inoltre di toccare con mano l’evoluzione tecnica del connubio di flauto e pianoforte e il trasformarsi del loro linguaggio sotto la guida di due esecutori d’eccezione.

Dopo l’esordio con Bach un tuffo nel Romanticismo, con la Sonata in fa minoreop. 4 di Felix Mendelssohn Bartholdy. Originariamente scritta per violino e pianoforte, questa assume nella trascrizione per flauto una veste rinnovata, ricca di inedite sfumature.

L’approdo al Novecento dà voce alla Romania, con le composizioni di George Enescu e Doina Rotaru. Di Enescu è il terzo brano in programma, Cantabile e presto. Composto nel 1904, occupa simbolicamente il centro del concerto, a testimonianza del punto di svolta e rottura del linguaggio musicale di inizio secolo. Tale composizione concilia, nell’alternanza di dimensione melodica e virtuosistica, la compresenza di diverse influenze culturali: da quelle derivanti dalla propria terra di origine, con il suo stile tipicamente cantabile e malinconico, a quelle acquisite in Francia negli anni di studio e apprendistato con Jules Massenet e Gabriel Fauré. Composto novantotto anni dopo (2002), Crystals di Doina Rotaru inserisce le suggestioni della Romania in un discorso musicale prettamente simbolico, e l’antico folklore rumeno sprigiona tutta la sua carica fortemente nostalgica. I due compositori danno voce allo stesso Paese ma a un secolo di distanza, traducendo nel loro personale linguaggio un inequivocabile contatto con la propria terra di origine.

Per cogliere il senso del successivo Chant de Linos del francese André Jolivet è opportuno risalire al senso del titolo, che rimanda al lamento funebre praticato nell’antica Grecia. La compresenza in detta usanza di lamento, di grida interrotte dal pianto e di danza costituisce la base su cui è costruita la composizione: il flauto intona un canto di dolore, plasmando così un clima di lutto composto, spezzato da improvvisi scoppi di energia e violenza. Il brano, nato volutamente come pezzo virtuosistico per flautisti, diviene inoltre opportunità di esibizione tecnica.

Il collegamento con il mondo antico chiude in qualche modo il cerchio della serata, trascinando l’ascoltatore in un passato di gran lunga più remoto. Un percorso vario e dinamico, che regala al concerto un valore aggiunto, rendendolo cioè vera e propria esperienza conoscitiva.

 

 

Vera Vecchiarelli

 

 

 

 

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