LA BANDA E IL PIANOFORTE ROMANTICO

Lunedì 19.12 ore 19.00 Conservatorio di Musica Santa Cecilia

LA BANDA E IL PIANOFORTE ROMANTICO

Alessandro Annunziata Follia* (2011) (1968) per banda sinfonica

Massimo Martinelli Liquid* (2011) (1965) per orchestra di fiati e orchestra Gamelan Degung

Ennio Morricone  Da Pitagora e oltre (2011) (1928) per banda sinfonica Sinfonia per Baarìa (2009) trascrizione per orchestra di fiati di Massimo Martinelli

Franz Liszt Il penseroso per pianoforte (1811-1886) da Années de pèlerinage. Deuxième Année. Italie (1837-1856) Sunt lacrymae rerum (En mode hongrois) per pianoforte da Années de pèlerinage. Troisième Année (1866-1877) Paolo Rotili 2CH* (2010-11) (1959) per pianoforte romantico, orchestra di fiati e percussioni

Mauro Cardi Parafrasi L (après Liszt)* (2011) (1955) per pianoforte e banda sinfonica

Emanuele Arciuli pianoforte    Banda dell’Arma dei Carabinieri Massimo Martinelli direttore

* prima assoluta

Il pianoforte e la banda, due tradizioni lontane, molteplici gli orizzonti musicali che si intrecciano, diverse le coordinate interpretative: nel bicentenario dalla nascita di Franz Liszt, e nell’anno delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, Nuova Consonanza presenta un concerto ricco di suggestioni, per festeggiare l’Italia attraverso i suoni di strumenti dalle tradizioni forti, e per scommettere sulle possibilità della musica di mettere in comunicazione passato, presente e futuro. Se la tradizione musicale del pianoforte non ha bisogno di presentazioni, quella della banda, invece, è stata a lungo trascurata. A metà strada fra il colto e il popolare, ‘terra di mezzo’ tra modernità e tradizione, la banda musicale ha avuto in Italia un ruolo storico di mediazione importante: diffondendo capillarmente le musiche ‘in voga’, quelle colte, quelle subcolte, senza limitazioni di genere, il suo repertorio ha conosciuto trasformazioni e aperture, provenienti dai diversi influssi delle ‘strade’ italiane. Roberto Leydi una volta scrisse: «Credo che sia arrivato il momento di fare i conti con le bande. Di incominciare cioè a considerare in modo serio e documentato la funzione che le bande hanno assolto nel passato per la formazione del gusto musicale, per la diffusione della musica, per la creazione di modi civili e collettivi di coesione e di solidarietà». Ed è quello che oggi Nuova Consonanza si propone di realizzare, gettando un ponte con la musica contemporanea. L’idea di riscattare questa tradizione, infatti, è alla base della composizione di Alessandro Annunziata scelta per inaugurare il concerto. Presentata qui in prima assoluta, Follia per banda sinfonica è costruita sopra una serie di variazioni su un tema dal sapore antico, un basso discendente con armonie semplici e riconoscibili, che si inserisce nel gioco di risonanze di un finale che ha il tono gioioso e folle delle feste popolari. Ancora in atmosfera grandiosa, Liquid di Massimo Martinelli, anch’essa in prima assoluta, apre al dialogo con un’altra tradizione orale forte: l’orchestra gamelan. Il concerto prosegue con due composizioni di Ennio Morricone, la prima, Da Pitagora e oltre, pensata specificamente per celebrare i 150 dell’Unità d’Italia e come omaggio al ruolo di mediazione culturale svolto dagli Istituti Italiani di Cultura all’estero in occasione della 54° Biennale di Venezia. «Alla ricerca di una storicità antica, risalendo il corso dell’evoluzione della musica fino alla scoperta della vibrazione della corda da parte di Pitagora», Morricone propone una esplorazione del sistema fisico con cui le colonne d’aria degli strumenti a fiato emettono i loro suoni, cercando l’armonia e la bellezza in un processo regolato dalla scienza. Da una composizione che celebra l’eccellenza italiana all’estero si passa a un interprete d’eccezione, Emanuele Arciuli, vincitore del Premio Abbiati come miglior solista 2010. Il pianoforte si riappropria del suo posto sul palcoscenico fino a fine concerto, attraversando modernità e tradizione sotto le sapienti dita di Arciuli e la novità del linguaggio musicale di Liszt. Il pianista sceglie infatti il compositore ungherese per il suo programma solista, ma la prospettiva con cui viene vissuto è triplice: un omaggio per il bicentenario lisztiano, un regalo all’Italia (il secondo e il terzo degli Années de pèlerinage sono sottotitolati Italie) e una dedica all’amico e collega Antonio Sardi de Letto, prematuramente scomparso nel maggio di quest’anno. Con questi dati in mente, Il penseroso e Sunt lacrymae rerum di Liszt porteranno l’ascoltatore verso una dimensione più intima dell’esperienza musicale, in cui ognuno potrà scegliere quale percorso di ascolto intraprendere. È ciò che succede anche in 2CH per pianoforte romantico, orchestra di fiati e percussione, prima assoluta di Paolo Rotili: è ancora la tradizione del pianoforte a prevalere, ma nell’esperienza d’ascolto si intrecciano due prospettive diverse, e la dualità è assunta come elemento compositivo. Nelle intenzioni del compositore «2 sono gli autori di cui si omaggia il genetliaco: Schumann e Chopin. 2 le parti (con cornice orchestrale), 2 gli interventi del pianoforte, 2 le logiche compositive (una dialettica compositiva tra rigido/organizzato e libero/rapsodico), “Ch” sono le lettere/suono contenute nei loro nomi», mentre l’orchestra di fiati e le percussioni, pensati qui come ‘contesto’, rimandano a un’attenzione tutta romantica nei confronti del timbro. Infine, conclude il concerto un’altra prestigiosa prima assoluta, un lavoro capace forse di sintetizzare le molteplici spinte e le diverse prospettive interpretative della serata: Parafrasi L (après Liszt) per pianoforte e banda sinfonica di Mauro Cardi «rielabora materiali lisztiani, immergendoli in un contesto linguistico altro e traendone linfa per percorsi eterodossi. Il solista e l’orchestra di fiati si sostengono e contrappongono cercando proprio nella loro enorme distanza, tecnica, storica e culturale, le ragioni di un rapporto non dato, ma tutto da ricercare o costruire». Elisa Novara

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