Il fagotto moderno di Pascal Gallois

Venerdì 25 Maggio 2012 ore 11 – Benevento

Conservatorio Statale di Musica Nicola Sala

Sabato 26 Maggio 2012 ore 11 – Frosinone

Conservatorio Statale di Musica Licino Refice

Masterclass di Pascal Gallois sulle tecniche del fagotto contemporaneo

Il seminario dedicato al fagotto e alle nuove tecniche esecutive della musica d’oggi affronta aspetti d’interpretazione del  repertorio moderno e contemporaneo con particolare riguardo per la musica da camera francese e italiana. Durante l’incontro verrà presentato il suo trattato sul fagotto dal titolo  La technique du basson recentemente pubblicato dalla casa editrice tedesca Baerenreiter

Domenica 27 maggio – ore 21.00 – Roma, Sala Casella (Via Flaminia, 118)

Concerto

Charles Camille Saint-Saëns (1835 – 1921)

Sonata (1921) per fagotto e pianoforte

Henry Dutilleux(1916)

Deux Sonnets de Jean Cassou per fagotto e pianoforte (prima esecuz. italiana)

Bruno Mantovani(1974)

Un mois d’octobre per fagotto e pianoforte (2001)

Gilbert Nouno

lavoro per fagotto ed elettronica (prima esecuzione assoluta)

Geoffroy Drouin (1970)

Eco per Luciano per fagotto ed elettronica

Luciano Berio (1925 – 2003)

Sequenza XII (1995) per fagotto

Il concertointende esplorare le possibilità espressive del fagotto – strumento a volte dimenticato nella musica da camera del XIX secolo – a partire dalle sonorità francesi d’inizio Novecento e dalle novità linguistiche di autori della Francia del dopoguerra (quali Henri Dutilleux), fino ad arrivare alle espressioni contemporanee. In tale percorso spazio-temporale i lavori figli del XXI secolo – rappresentati in questa sede da composizioni di Bruno Mantovani, Geoffroy Drouin, Gilbert Nouno – si configurano come i risultati di una ricerca estrema ai limiti dello strumento, che non può prescindere dalla lezione della SequenzaXII di Luciano Berio.

S’inizia con la Sonata Op. 187 per fagotto e pianoforte di Charles Camille Saint-Saëns, una delle tre sonate composte nell’ultimo anno di vita (insieme alla Sonata Op. 166 per oboe e pianoforte e alla Sonata Op. 167 per clarinetto e pianoforte), proprio con l’intenzione di incrementare il repertorio dello strumento. È costruita su tre sezioni: I. Allegro moderato, II. Allegro scherzando, III. Molto adagio – Allegro moderato. Tale brano si pone nella serata come punto di partenza nell’ideale percorso della musica per fagotto, divenendo premessa fondamentale alle strade intraprese nei decenni successivi.

I Deux Sonnets de Jean Cassoudi Henri Dutilleux, originariamente scritti per baritono e pianoforte, vengono presentati in prima esecuzione italiana nella trascrizione per fagotto e pianoforte firmata da Pascal Gallois nel 2011 con il consenso dello stesso compositore. Come spiega l’interprete, la trascrizione è stata suggerita dalla percezione della vicinanza dello strumento alla voce umana, derivata dalla particolare vibrazione dell’ancia doppia, dalla respirazione, dalla tessitura di tre ottave e mezzo (che scansiona l’intero spettro di voci maschili e femminili). La trascrizione per fagotto mantiene dunque la caratteristica “vocale” dei brani, assumendo al contempo una veste nuova, arricchita di inedite sfumature.

Le successive tre opere lasciano la parola alla Francia del Duemila. Inizia Un mois d’octobre per fagotto e pianoforte, brano composto nel 2001 da Bruno Mantovani,attuale Direttore del Conservatoire national supérieur de musique et de danse di Parigi. L’esecuzione si inserisce in un periodo particolarmente felice per le sue opere; tra le ultime e più prestigiose esecuzioni quelle presso il Concertgebouw d’Amsterdam, la Philharmonie di Cologne, il KKL di Lucerna. Il brano – composto per il Festival Ottobre in Normandia nel 2001 e proposto per la prima volta in Italia – sintetizza uno degli elementi caratterizzanti nel suo variegato catalogo: la predilezione di un tipo di composizione basato su una drammaturgia interna alla musica stessa. In tale ottica i materiali utilizzati, differenziati tra loro per articolazione, armonia, impatto sonoro, convivono in unità formale grazie a un sapiente montaggio che ne mette in luce analogie e contrasti, in un’ottica appunto “teatrale”.

Gilbert Nouno e Geoffroy Drouin, compositori in residenza presso l’Académie de France à Rome – Villa Medici, completano lo spazio dedicato al XXI secolo. Del primo viene presentato in prima esecuzione assoluta Caro diario, composizione per fagotto ed elettronica. La sua produzionetrae ispirazione daopere grafiche, design, arti visive, e utilizza spesso una forma aperta,ai marginidi improvvisazione escrittura. Eco per Luciano per fagotto ed elettronica di Drouin non vuole essere soltanto un omaggio esplicito alla Sequenza XII di Luciano Berio. Il riferimento a quest’ultimo – sancito (oltre che dal titolo) dal fagotto di Pascal Gallois, per il quale è stato pensato il brano e al contempo dedicatario della Sequenza – intende superare il rispetto reverenziale e distaccato per il compositore italiano, scegliendo piuttosto di assimilare e integrare quell’esperienza, e proporsi dunque come progetto autonomo.

Infine, come naturale conclusione, la Sequenza XII per fagotto di Luciano Berio, composta nel 1995 e dedicata espressamente a Pascal Gallois, la cui interpretazione è ormai indispensabile per la comprensione del lavoro stesso. Durante la genesi dell’opera l’interprete ha esplorato in modo sistematico la possibilità di eseguire nuove sonorità mediante una profonda analisi dello strumento. Dalla nota tecnica inserita dal compositore leggiamo che “Sequenza XII per fagotto è una sorta di ‘meditazione’ sul fatto che, forse più di ogni altro strumento a fiato, il fagotto si presenta, soprattutto nei registri estremi della sua estensione, con personalità contrastanti: con diverse morfologie, con diverse possibilità articolatorie e con diversi caratteri timbrici e dinamici”. Tale brano compendia il territorio conosciuto dello strumento ponendo però dei nuovi limiti tecnici ed espressivi, un punto di arrivo e partenza che sintetizza e chiarisce ulteriormente il senso di questo concerto.

Vera Vecchiarelli

Pascal Gallois fagotto

Reiko Hozu pianoforte

Tommaso Cancellieri elettronica

Pascal Gallois

Studia con M. Allard ottenendo il primo premio di fagotto all’unanimità presso il Conservatoire national supérieur de musique et de danse di Parigi. Dal 1994 al 2000 insegna presso il medesimo istituto. Nominato professore di fagotto presso la Hochschule Musik und Theater di Zurigo, dal 2002 insegna regolarmente anche a Darmstadt presso l’Internationales Musikinstitut. Membro dell’Ensemble Intercontemporain dal 1981, considera la pedagogia e lo sviluppo del repertorio i due fondamenti del suo lavoro di divulgatore: nel 1984 esegue in prima francese In Freundschaft per fagotto solo di K. Stockhausen. Da quel momento inserisce in repertorio numerose opere espressamente scritte per lui da importanti compositori, quali G. Kurtág, O. Neuwirth, P. Fénelon e B. Pauset. Nel 1995 L. Berio gli dedica la sua Sequenza XII per fagotto. Nello stesso anno crea la versione per fagotto del Dialogue de l’ombre double di P. Boulez. La sua incisione Pascal Gallois Dialogues (Stradivarius 2003) riceve il Coup de coeur de l’Académie Charles-Cros e il CHOC du Monde de la Musique.


Reiko Hozu

Nata in Giappone, vince un brillante primo premio alla J.S. Bach Competition di Tokyo. Nel 1996 riceve un Diploma di Solista dalla Staatliche Hochschule für Musik di Stoccarda, dopo aver studiato con O. Maisenberg. Entra poi nella classe di specializzazione di H. Francesch al Musikschule Konservatorium di Zurigo, dove ottiene il Premio Landolt. Lavora a stretto contatto con Y. Malinin, divenendo interprete privilegiato delle grandi opere russe e romantiche per pianoforte. In Francia matura la sua personalità artistica, lavorando tra gli altri con J. Hubeau, J. Koerner, J. Rouvier, A. Marion, R. Guiot, M. Auclair e J. Donn. È pianista ufficiale del Concours Long-Thibaud, del Jean-Pierre Rampal Flute Competition e del Concours Rostropovich di Parigi. Nel 2005 riceve il Premio Stockhausen dallo stesso compositore per la migliore esecuzione del Klavierstück X nell’ambito del Festival annuale di Kürten. I suoi récital includono brani di epoche che vanno dal Barocco alle prime esecuzioni assolute, nella ricerca di un dialogo tra il repertorio e le nuove opere. Dal 2000 è docente presso il conservatorio di Parigi.

Biglietti concerto: € 10,00 interi / € 5,00 ridotti

INFO TEL. 06.3700323 – info@nuovaconsonanza.it

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